INTERVENTISTICA SPINALE

  • l’ernia del disco è una patologia a prognosi generalmente favorevole. Nella maggior parte dei casi, le ernie si riassorbono del tutto o in parte e la sintomatologia regredisce o scompare con i trattamenti conservativi, entro tre mesi dall’esordio della sintomatologia. Per tale motivo è razionale non intervenire prima di tale periodo, salvo in casi particolarmente gravi e invalidanti. L’efficacia del solo trattamento farmacologico con FANS ha significati scarsi. L’associazione  con corticosteroidi, ove non controindicati, somministrati per via sistemica e per brevi periodi è da privilegiare, potendo risultare efficace. 
  • La discectomia del nucleo polposo del disco invertebrale è tuttora l’intervento neurochirurgico più diffuso per alleviare il dolore lombare e radicolare tuttavia l’intervento chirurgico non sempre è sinonimo di completa guarigione, e proprio per tale motivo negli ultimi anni vi è stata una vera e propria migrazione verso le procedure interventistiche spinali miniinvasive. Si ritiene, infatti, che siano destinate a giocare un ruolo sempre maggiore, nel trattamento dell’ernia discale, in quanto metodiche meno invasive della discectomia. Le procedure mini-invasive riducono drasticamente le complicazioni chirurgiche, l’abuso di sostanze farmaceutiche e possono essere adattate al singolo paziente.